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SUMMARY:Cantieri Aperti - VIII edizione
DESCRIPTION:[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il 29 e il 30 gennaio 2022 torna il festival Cantieri Aperti del gruppo Semi Cattivi\, con il suo focus sulle espressioni artistiche del contemporaneo. Giunto alla sua ottava edizione\, il festival propone una programmazione scandita in tre momenti pensati per strutturare\, con approcci diversi\, una riflessione sulla relazione che intercorre fra l’opera e il territorio.\nLe due giornate di festival ospitano una residenza d’artista\, momento ideale di contatto e produzione sul territorio\, una portfolio review\, concepita come occasione di studio delle pratiche di artisti che incontrano curatori\, e una performance\, la cui drammartugia è costruita su base collettiva\, per ascoltare la comunità e ripensare i suoi immaginari.\nSupportata dal bando Toscanaincontemporanea2021 e Giovanisì della Regione Toscana\, l’ottava edizione del festival Cantieri Aperti si svolge negli spazi del Museo Gigi Guadagnucci e della Villa della Rinchiostra. \nResidenza d’artista\nSu invito del festival\, l’artista Silvia Hell sta svolgendo una residenza sul suo progetto A Form of History\, su cui lavora dal 2011. Iniziata online\, la residenza sarà poi sviluppata a Massa-Carrara\, dove l’artista potrà condurre ricerche\, entrare in contatto con i luoghi del contemporaneo attivi in provincia e produrre una nuova serie di sculture. Al termine della residenza\, l’artista presenterà al pubblico una restituzione informale negli spazi del Museo\, a cura di Alessandra Franetovich e Giulio Saverio Rossi. \nPortfolio Review\nPer il terzo anno consecutivo\, il festival rinnova la sessione di portfolio review invitando tre curatori attivi a livello nazionale a confrontarsi con nove artisti proposti da sette realtà del contemporaneo attive in Toscana. Il progetto è a cura di Alessandra Franetovich e Giulio Saverio Rossi.\nI curatori invitati per l’ottava edizione sono: Caterina Avataneo (Torino\, Londra)\, Cripta747 (Elisa Troiano\, Alexandro Tripodi\, Marianna Orlotti\, Torino) e Saverio Verini (Roma).\nLa portfolio review è un’occasione di collaborazione con gli spazi del contemporaneo attivi in Toscana\, quest’anno sono stati invitati a partecipare Carico Massimo (Livorno)\, Estuario project space (Prato)\, Lottozero (Prato)\, Museo d’inverno (Siena) e TOAST Project space (Firenze) che hanno rispettivamente segnalato gli artisti Iacopo Seri\, Enrico Vezzi\, Anna M. Rose\, Beatrice Meoni e Stefano Giuri\, ai quali si sono aggiunte Ambra Castagnetti e Valentina Furian (invitate da Cantieri Aperti) e Rafael Bresciani e David Lucchesi invitati da due docenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara (rispettivamente Domenico Quaranta e Luca Bertolo).\nDopo incontri online svolti nella modalità dello studio visit privato\, i tre curatori sono invitati a Massa a presentare dei talk che raccolgono le impressioni e le riflessioni maturate dai confronti avuti con gli artisti. Le tre talk si terranno presso il Museo Guadagnucci durante la giornata del 29 gennaio.\nIngresso libero\, su prenotazione.\nL’evento sarà fruibile online in streaming dal canale Youtube del festival Cantieri Aperti. \nNowhere – In nessun luogo\nPerformance su drammaturgia a base collettiva\nNowhere – In nessun luogo è l’ultimo progetto del gruppo Semi Cattivi\, diretto da Franco Rossi. Basato su una drammaturgia a base collettiva\, il lavoro performativo prevede una prima fase laboratoriale dedicata alla scrittura drammaturgica\, che si avvale della collaborazione di attori attivi in Toscana come Matteo Ciucci\, Alessandro Conti e Michela Gatti\, coinvolti in un processo condiviso con non professionisti. Dopo la fase di scrittura di un testo e di elaborazione progettuale\, si terrà la seconda fase dedicata alla realizzazione di interventi artistici multidisciplinari e interattivi da realizzarsi negli spazi del piano nobile della Villa della Rinchiostra.\nIngresso libero\, su prenotazione. \nProgramma\n29 gennaio\nore 15:00 – Museo Gigi Guadagnucci\nTalk con i curatori\nCaterina Avataneo\, Cripta747\, Saverio Verini\ni curatori intervengono sulle pratiche artistiche di artisti segnalati da istituzioni e spazi del contemporaneo attivi in Toscana: Rafael Bresciani (ABA Carrara – Domenico Quaranta)\, Ambra Castagnetti (C/A)\, Valentina Furina (C/A)\, Stefano Giuri (TOAST Project space)\, David Lucchesi (ABA Carrara – Luca Bertolo)\, Beatrice Meoni (Museo d’inverno)\, Anna M. Rose (Lottozero)\, Iacopo Seri (Carico Massimo)\, Enrico Vezzi (Estuario project space). \nore 18:00 – Museo Gigi Guadagnucci\nSilvia Hell\nA Form of History\nResidenza d’artista e presentazione dell’opera prodotta \nOre 19:00 – piano nobile Villa della Rinchiostra\nNowhere – In nessun luogo\nPerformance su drammaturgia a base collettiva\ndi Franco Rossi\ncon Michela Gatti e Matteo Ciucci\nvideo di Alessandro Conti\nda un’idea di Semi Cattivi \n30 gennaio\nL’opera di Silvia Hell e l’installazione dei Semi Cattivi rimarranno visitabili anche domenica 30 gennaio dalle 15:00 alle 19:00 \nCantieri Aperti è un progetto transdisciplinare sulle arti e la cultura ideato dal gruppo teatrale Semi Cattivi.\nA partire dal suo collocamento territoriale\, nella provincia di Massa-Carrara\, si avvale in ogni edizione di spazi e modalità differenti generarando interventi di varia natura che problematizzano il rapporto tra le forme artistiche e la città.\nCol fine di creare processi culturali di condivisione\, Cantieri Aperti pone al centro la dimensione intima e pubblica favorendo forme aperte di dialogo e costruzione.\nNato nel 2014 come festival dedicato alle arti in vivo (teatro\, perfomance e musica)\, dal 2016 vede come parte centrale della programmazione la residenza d’artista\,\nindividuando nella logica della residenza un momento indispensabile per creare\nnuovi immaginari.\nIl progetto è sostenuto fin dalla sua prima edizione dalla Regione Toscana con il\nbando “ToscanaInContemporanea” della Rete di arte contemporanea\, e nel 2020 dal\nCentro per l’ Arte Contemporanea Luigi Pecci. \nCantieri Aperti – VIII edizione\nIdeato da: Semicattivi\ndirezione artistica: Franco Rossi\, Giulio Saverio Rossi\ndirettrice scientifica: Alessandra Franetovich \nPer informazioni: +39 3495839776\ncantieriapertifestival@gmail.com\nsemi.cattivi@libero.it\nIG @cantieriapertifestival[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Oltre la grande bellezza. Il lavoro nel patrimonio culturale italiano presentazione pubblica del primo libro di  Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali
DESCRIPTION:[vc_row][vc_column][vc_column_text]22 gennaio ore 16.00 – L’Associazione Mi Riconosci\, attiva dal 2015 nel denunciare le condizioni di lavoro nel settore culturale e nel chiedere una riforma della gestione del patrimonio culturale italiano\, ha pubblicato il suo primo libro dal titolo “Oltre la grande bellezza. Il lavoro nel patrimonio culturale italiano”\, edito da DeriveApprodi e disponibile nelle librerie e online dal 5 agosto scorso. \nIl volume raccoglie la produzione e l’elaborazione dei primi cinque anni di attivismo di quella che oggi è diventata un’associazione nazionale e offre uno spaccato inedito sul contesto lavorativo del settore. Dalle pagine\, infatti\, emerge la situazione che tante e tanti vivono quotidianamente e la rabbia degli “addetti ai lavoratori”; non da ultimo\, la possibilità di coinvolgere chiunque voglia affrontare e cambiare questa realtà.\nIl libro è firmato da tutto il collettivo e curato da Leonardo Bison e Marina Minniti\, che hanno scritto i testi insieme a Carola Gatto\, Ester Lunardon\, Mario Andrea Francavilla\, Evelina Pasquetti\, Angela Arcuri e Maria Piazzi. \nLe presentazioni pubbliche\, organizzate dalle attiviste e dagli attivisti di Mi Riconosci\, sono partite da Napoli il 15 giugno\, per poi proseguire a Milano\, Roma\, Bologna\, Firenze\, Cagliari\, Padova e in tante altre città italiane. L’elenco degli eventi\, corredato da data e luogo delle presentazioni è in continuo aggiornamento e si trova nel sito https://www.miriconosci.it/  \nGli incontri sono anche occasione di dibattito e confronto con chiunque voglia conoscere più da vicino non solo Mi Riconosci\, ma anche i temi di cui si è occupata e ancora si occupa l’associazione. \nA Massa\, il volume viene presentato per la prima volta al Museo Guadagnucci. Interverranno Virginia Caramico\, Maria Baruffetti e Orazio Lovino in rappresentanza di Mi Riconosci\, Cinzia Compalati direttrice del museo e Federico Giannini direttore responsabile di Finestre sull’Arte. \nPrenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti (max.30 persone) scrivendo a museoguadagnucci@comune.massa.ms.it\nNecessari Super Green Pass e mascherina di tipo FFP2.\nIngresso gratuito.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Gigi Guadagnucci. L'ho sussurrato al marmo in un orecchio di e con Elisabetta Salvatori
DESCRIPTION:[vc_row][vc_column][vc_column_text]21 novembre – Nello splendido scenario di Pietrasanta al CRO di Via Garibaldi 65/67\, prende vita la lettura teatrale di Elisabetta Salvatori dedicata allo scultore apuano. \nIl racconto narra la vita dello scultore apuano.\nDalla nascita\, dopo l’inizio della Grande Guerra\, a Massa Carrara\, nella terra del marmo\, fino alla morte\, a 98 anni\, avvenuta poco prima dell’apertura del museo che la sua città aveva già deciso di dedicargli.\nUna vita lunga quasi un secolo. Fitta.\nL’infanzia e la curiosità per il marmo fin da bambino. La seconda guerra mondiale\, la resistenza. Poi il trasferimento a Parigi\, più di vent’anni a Montparnasse\, il rapporto con gli altri artisti. Gli amici\, gli incontri\, il caratteraccio. Infine il ritorno a Massa\, dopo aver girato il mondo\, come un cerchio che si chiude.\nLe sue mani d’artista\, affusolate e coperte di anelli\, le sue cantate\, alle cene\, strimpellando la chitarra. La polvere bianca che aveva sul viso quando scolpiva\, la sua capacità di saper diventare vecchio senza perdere la freschezza e la spavalderia della gioventù. Tantissime donne\, ma un unico amore: il marmo. \nE’ una produzione del Comune di Massa/Museo Gigi Guadagnucci. \nPer info e prenotazioni +39 329 8496801. \nElisabetta Salvatori nasce in Versilia.\nDopo gli studi artistici scopre il teatro e comincia a raccontare.\nInizia con le favole: ogni storia che racconta è racchiusa in una valigia\, come un piccolo teatrino viaggiante.\nPoi si avvicina alla narrazione per adulti e in scena rimane solo la sua voce che in alcuni racconti\, quelli dedicati alla sua terra\, sa intrecciarsi al dialetto versiliese con delicatezza e maestria.\nSi occupa di teatro del sacro\, teatro civile e storie di passioni riconducibili a personaggi reali pubblici o sconosciuti.\nLe vicende che sceglie sono vere\, le raccoglie incontrando anime\, luoghi e tradizioni con la curiosità di chi sa scoprire episodi rimasti nascosti; ne documenta l’origine con cuore e perizia per poi riportarle alla luce e riconsegnarle al pubblico con la cura e la passione di una restauratrice.\n​Il linguaggio è intimo\, reale semplice e per questo dirompente\, rende vive le sue trame\, cattura chi ascolta.\nSentire la sua voce\, con tutti i suoi colori\, porta lontano\, pur restando vicinissimi.\nPer info: https://www.elisabettasalvatori.net[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:PERFORMING THE MUSEUM. 6 incontri al museo tra inclusione e gioco
DESCRIPTION:[vc_row][vc_column][vc_column_text]Avete mai pensato al museo come a una grande escape room nella quale mettere in campo tutti i propri talenti? Performing the museum è un mazzo di 34 carte/istruzioni disegnate dall’artista Aldo Giannotti (http://www.aldogiannotti.com/) per il mumok MUseum MOderner Kunst Foundation Ludwig di Vienna (https://www.mumok.at/en).\nI partecipanti suddivisi in squadre attiveranno lo spazio museale\, seguendo le istruzioni dell’artista\, conquistando degli score e vincendo un premio a sorpresa. I suggerimenti di Giannotti vi porteranno ad agire e interagire con il museo per vivere lo spazio solitamente deputato alla conservazione in modo dinamico e divertente.\nIl gioco è adatto a tutti\, adulti e bambini e si terrà il 28 novembre e l’11 dicembre – in occasione della Giornata del Contemporaneo AMACI – alle ore 16.00 (con ritrovo alla reception alle ore 15.50). \nInvece nei pomeriggi del 14 novembre\, del 5 e del 19 dicembre le famiglie potranno partecipare a un laboratorio ludico-didattico e a una visita guidata con il supporto di un’interprete LIS.\nMentre una visita guidata coadiuvata da una interprete LIS ma dedicata solo agli adulti è prevista per il 12 dicembre.\nGli incontri sono aperti a tutti\, udenti e sordi.\nIn entrambi i casi l’inizio dell’attività è fissata alle ore 16.00 (con ritrovo alla reception alle ore 15.50). \nIngresso e partecipazione gratuiti.\nPrenotazione obbligatoria con almeno 24 ore di anticipo scrivendo a museoguadagnucci@comune.massa.ms.it[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Elisabetta Salvatori. L'ho sussurrato al marmo in un orecchio
DESCRIPTION:[vc_row][vc_column][vc_column_text] \n1 novembre ore 16.00 – Nello splendido scenario del Fortino Leopoldo a Forte dei Marmi\, proprio accanto alla personale dedicata a Gigi Guadagnucci\, prende vita la lettura teatrale di Elisabetta Salvatori dedicata allo scultore apuano. \nIl racconto narra la vita dello scultore apuano.\nDalla nascita\, dopo l’inizio della Grande Guerra\, a Massa Carrara\, nella terra del marmo\, fino alla morte\, a 98 anni\, avvenuta poco prima dell’apertura del museo che la sua città aveva già deciso di dedicargli.\nUna vita lunga quasi un secolo. Fitta.\nL’infanzia e la curiosità per il marmo fin da bambino. La seconda guerra mondiale\, la resistenza. Poi il trasferimento a Parigi\, più di vent’anni a Montparnasse\, il rapporto con gli altri artisti. Gli amici\, gli incontri\, il caratteraccio. Infine il ritorno a Massa\, dopo aver girato il mondo\, come un cerchio che si chiude.\nLe sue mani d’artista\, affusolate e coperte di anelli\, le sue cantate\, alle cene\, strimpellando la chitarra. La polvere bianca che aveva sul viso quando scolpiva\, la sua capacità di saper diventare vecchio senza perdere la freschezza e la spavalderia della gioventù. Tantissime donne\, ma un unico amore: il marmo. \nE’ una produzione del Comune di Massa/Museo Gigi Guadagnucci. \nPer info +39 0584 280292 forteinfo@comunefdm.it \nElisabetta Salvatori nasce in Versilia.\nDopo gli studi artistici scopre il teatro e comincia a raccontare.\nInizia con le favole: ogni storia che racconta è racchiusa in una valigia\, come un piccolo teatrino viaggiante.\nPoi si avvicina alla narrazione per adulti e in scena rimane solo la sua voce che in alcuni racconti\, quelli dedicati alla sua terra\, sa intrecciarsi al dialetto versiliese con delicatezza e maestria.\nSi occupa di teatro del sacro\, teatro civile e storie di passioni riconducibili a personaggi reali pubblici o sconosciuti.\nLe vicende che sceglie sono vere\, le raccoglie incontrando anime\, luoghi e tradizioni con la curiosità di chi sa scoprire episodi rimasti nascosti; ne documenta l’origine con cuore e perizia per poi riportarle alla luce e riconsegnarle al pubblico con la cura e la passione di una restauratrice.\n​Il linguaggio è intimo\, reale semplice e per questo dirompente\, rende vive le sue trame\, cattura chi ascolta.\nSentire la sua voce\, con tutti i suoi colori\, porta lontano\, pur restando vicinissimi.\nPer info: https://www.elisabettasalvatori.net[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:IV Giornata Nazionale dei Piccoli Musei
DESCRIPTION:[vc_row][vc_column][vc_column_text]Domenica 19 settembre 2021 il Museo Gigi Guadagnucci aderisce alla IV Giornata Nazionale dei Piccoli Musei\, organizzata dall’Associazione Nazionale Piccoli Musei (APM) https://www.piccolimusei.com/. \nCon questo evento nazionale\, aperto a tutti i piccoli musei soci dell’Associazione\, si intende promuovere una giornata dedicata all’accoglienza e festeggiare il sodalizio che lega particolarmente i piccoli musei alla comunità e al territorio. \nObiettivi dell’evento sono: \n\nstimolare gli ingressi ed aumentare il numero dei visitatori nei piccoli musei\,\nfar conoscere la realtà e il valore dei piccoli musei ai diversi “pubblici”\, alle istituzioni e ai media\,\nvalorizzare il ruolo e le funzioni dei piccoli musei\, che non sono semplicemente una versione ridotta di quelli di grande dimensione.\n\nLa Giornata Nazionale dei Piccoli Musei è la festa dei piccoli musei e si esprime con un gesto di accoglienza verso i visitatori: un dono costruito per l’occasione in segno di accoglienza. \nUn dono\, non un gadget\, un dono come può essere una piccola busta con qualche seme di fiori o di piante antiche del territorio\, un evento particolare\, una pubblicazione speciale\, un racconto\, un gesto che spieghi la passione che ha dato vita al museo. \nIl dono vuole indicare che nei piccoli musei la prima risorsa sono le persone\, chi ci lavora\, chi cura le collezioni\, chi ha aperto il museo\, chi lo visita\, i cittadini che si identificano con il museo o che collaborano. \nIl museo avrà apertura dalle 10:00 alle 13:00 e apertura pomeridiana straordinaria dalle ore 16:00 alle ore 19:00\, con la possibilità di visite guidate. \nAi visitatori verrà offerto un dono in cambio del quale si chiederà gentilmente di promuovere il museo facendo un post sui loro profili social. \nIngresso gratuito.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:L'arte fra le dita
DESCRIPTION:[vc_row][vc_column][vc_column_text]31 agosto e 1 settembre ore 17.00 \nLABORATORIO DI ARGILLA \nPER BAMBINI VEDENTI E NON VEDENTI \nDAI 5 AI 12 ANNI\nlaboratorio artistico condotto dallo scultore Andrea Bianco \n  \nNello splendido scenario di Villa della Rinchiostra in cui sono custodite le opere del Maestro Guadagnucci si realizzerà un laboratorio artistico per bambini vedenti e non vedenti\, basato sulla lavorazione dell’argilla. \nI bambini saranno condotti dallo scultore Andrea Bianco a scoprire la piacevolezza del tatto e la duttilità della materia\, cimentandosi nella creazione di un ritratto di argilla. \nL’esperienza laboratoriale sarà svolta ponendo una piccola benda sugli occhi\, in modo da favorire la percezione tattile e propriocettiva. \nSentire\, toccare e modellare l’argilla ad occhi chiusi può permettere ai bambini di facilitare la comunicazione\, la conoscenza e l’espressione creativa. Si tratta di un’esperienza che avvicina con semplicità bambini e famiglie\, ad esperire una maggiore sensibilità sociale nonché un apprendimento spontaneo attraverso il fare\, il creare con le proprie mani. \nUn laboratorio artistico che coniuga dunque passato e presente\, un antico mestiere quello dello “scultore” che persiste nel tempo nella sua inesorabile bellezza. \nIl Museo Gigi Guadagnucci\, già dal 2019\, offre un percorso tattile permanente dedicato alle persone non vedenti e ipovedenti e con questo evento propone una nuova e coinvolgente occasione per sensibilizzare sul tema della diversità. Il Dipartimento educativo del museo\, infatti\, lavora da alcuni mesi con l’intento di favorire una sempre maggiore accessibilità alla collezione da parte di tutti i pubblici fragili e per questo ha sviluppato anche un percorso dedicato ai bambini con autismo ed uno rivolto alle persone con Alzheimer e a chi se ne prende cura. \nIngresso gratuito.\nPrenotazione obbligatoria entro il 30 agosto: \nSarah Fontana 0585 490204  museoguadagnucci@comune.massa.ms.it \nNella mail indicare: nome\, cognome\, età\, numero di partecipanti e un recapito telefonico. \nPer i bambini al di sotto dei 12 anni non è richiesto il Green pass mentre per i genitori è un requisito obbligatorio. \n  \nAndrea Bianco nasce a Bolzano. \nÈ uno scultore di 51 anni felicemente sposato e padre di 4 figli. \nDal 1991 è non vedente a causa di un incidente stradale. Non ama definirsi “scultore non vedente” per non incentrare l’attenzione sulla situazione fisica\, bensì solamente sulla bellezza e precisione delle opere realizzate. \nPer ottenere ciò ci vuole una lunga e approfondita formazione. Per questa ragione Bianco sta da tempo spingendo per la formazione in ambito artistico delle persone non vedenti. Tiene anche conferenze e laboratori per aiutare a comprendere l’importanza del tatto\, senso spesso dimenticato. \nBianco utilizza diversi materiali per realizzare le sue opere. Non ama essere racchiuso in uno schema\, ma preferisce “mantenere le mani libere” per avere la possibilità di esprimere al meglio le proprie idee e i propri sentimenti. \nAndrea Bianco\, artista attivo nella formazione e nella sensibilizzazione sociale sulla scultura per non vedenti ha ideato nel 2020 il corso “I passi dell’arte” presso la Sacred Art School di Firenze\, collabora attualmente attraverso conferenze e documentari sia in ambito nazionale che internazionale. \nHa esposto in diverse locations prestigiose in mostre personali: Maschio Angioino a Napoli\, palazzo ducale a Massa\, Fortino a Forte dei Marmi\, palazzo Grassi a Chioggia\, Università di Bolzano\, villa Bertelli a Forte dei Marmi\, Accademia delle arti del disegno a Firenze. Prossimamente 4 sue sculture troveranno locazione in 4 musei italiani. \nPer info: http://www.biancoandrea.com[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Fabio Genovesi. Il calamaro gigante
DESCRIPTION:[vc_row][vc_column][vc_column_text]30 luglio ore 21.30 – In occasione dell’uscita de “Il calamaro gigante”\, Fabio Genovesi porta in scena un monologo in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano. \nBenvenuti a bordo\, benvenuti al circo.\nScusate se non ho una scimmia sulla spalla\, ma le scimmie sott’acqua durano poco. E in effetti anche noi\, a pensarci bene. Ma allora non pensiamoci bene.\nOgni pensiero è un chiodo che ti pianta dove stai\, tra sbadigli e rimpianti.\nMeglio fidarci\, e affidarci\, e tuffarci.\nCon tutte le braccia che hai\, calamaro gigante\, prendici al volo. \nUn monologo alla deriva\, per terra e soprattutto per mare\, inseguendo i sogni\, le passioni\, le storie\, alla scoperta delle meraviglie della Natura\, perché la storia più incredibile è proprio la realtà.\nDel mare non sappiamo nulla\, però ci illudiamo del contrario.\nLo impara a proprie spese un ragazzino\, quando a scuola deve disegnare il suo animale preferito\, ma si prende addosso le risate\, le penne e le matite della classe intera\, perché tra tanti animali belli al mondo lui ha scelto il calamaro gigante\, “che non esiste”. Invece il calamaro gigante esiste eccome\, però è troppo grande e strano per il nostro modo stanco di guardare la realtà\, infatti fino a ieri l’abbiamo considerato solo una storia.\nGuidato da una lampadina e dai personaggi che popolano le sue storie\, Genovesi ci porterà negli abissi\, spettatori della lotta per la vita tra il calamaro gigante e il capodoglio\, per poi riemergere a casa della nonna a guardare un cielo oscuro. \n  \nDove: Parco di Villa Rinchiostra\, Via dell’Acqua 175 – Massa (MS)\nIngresso gratuito con prenotazione obbligatoria a questo link http://palcoscenicistellati.comune.massa.ms.it/node/1 \nph. Sara Lando[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:Carta bianca. Una nuova storia. 49 artisti x 49 copertine
DESCRIPTION:[vc_row][vc_column][vc_column_text] \n“Carta bianca. Una nuova storia”: il progetto ideato da Valentina Ciarallo in occasione del White Issue Vogue Italia aprile 2020 diventa una mostra. Dal 25 giugno al 29 agosto 2021\, il Museo Gigi Guadagnucci ospita in anteprima le 49 copertine d’artista realizzate a partire dall’edizione speciale della nota rivista\, uscita durante il primo lockdown con una copertina completamente bianca\, segno di sconcerto\, stupore e attesa. \nInvitati da Valentina Ciarallo\, 49 artisti italiani\, separati da un arco anagrafico complessivo di 29 anni\, hanno trasformato il prestigioso magazine da contenuto a contenitore\, scrivendo sulla carta bianca una nuova storia. Un’impresa corale\, nata “dal basso”\, che ha visto la partecipazione\, tra gli altri\, di artisti affermati\, come Mario Airò\, Stefano Arienti\, Vedovamazzei e Flavio Favelli\, e autori giovani\, come Bea Bonafini\, Guglielmo Castelli\, Romina Bassu e Riccardo Beretta\, accomunati dal desiderio di ricominciare. \nLe 49 copertine d’artista sono state pubblicate\, all’interno di un articolo\, da Vogue Italia nel numero di marzo 2021\, dedicato alla creatività\, tema condiviso dalla comunità internazionale di Vogue\, con un testo di presentazione di Federico Chiara e un intervento critico di Francesco Bonami. \nCon questo progetto\, gli spazi di Villa della Rinchiostra\, sede del museo dedicato allo scultore Gigi Guadagnucci\, si aprono agli artisti del presente\, capaci di rimettersi in gioco\, di ritrovare nuove aspirazioni\, di reinventare altri modi espressivi. \nL’immagine bianca voluta da Vogue Italia per la copertina di aprile 2020 esprime attraverso lo sconcerto la presenza di un evento antitetico a un contesto dedicato\, per sua specifica natura\, alla bellezza e alla gioia del vivere. Si interrompe una consuetudine affermatasi in Italia fin dal 1962\, che ha nutrito l’immaginario visivo di migliaia di lettori. Il mondo si ferma. Quel vuoto\, indizio di assoluto o simbolo di negazione\, riesce a coinvolgere realtà artistiche fra le più incisive e significative del nostro tempo. Il bianco che rappresenta il principio della fase vitale\, segnale di speranza e fiducia\, diventa stimolo creativo per artisti capaci di aderire alla nostra contemporaneità. Torna a vibrare\, potentemente visionario\, reinterpretato attraverso personali letture. La superficie\, come una tela\, un foglio\, uno spazio in grado di accogliere istanze innovative\, diventa racconto collettivo animato da linguaggi\, tecniche e materiali differenti. Dalla pittura al ricamo\, dalla fotografia alla ceramica\, dal collage alla customizzazione con A.I. I temi emersi si traducono in ambientalismo\, diritti civili\, europeismo; i grandi autori del Novecento – Pier Paolo Pasolini\, Simone de Beauvoir\, Italo Calvino – sono stati fonte di ispirazione. Il numero 49 sfiora la cifra tonda\, ma lascia una porta aperta\, perché è una storia da raccontare\, una storia per ricominciare\, una storia per il domani. L’approdo non è ancora toccato. \nIl bianco come vuoto\, purezza\, rinascita. La tela bianca per il pittore\, la pagina bianca per lo scrittore\, il marmo bianco per lo scultore. Tutto ha inizio dal bianco\, tavolozza virtuale e somma di tutti i colori. La luce dopo il buio. Un’idea che fiorisce e ne genera un’altra e un’altra ancora. Tra il marmo bianco del museo prende forma il racconto corale animato da varietà e diversità di linguaggi\, espressione della sublimazione della materia \nLe 49 copertine d’artista sono state realizzate da Mario Airò\, Giulia Andreani\, Salvatore Arancio\, Francesco Arena\, Stefano Arienti\, Romina Bassu\, Marco Basta\, Elisabetta Benassi\, Jacopo Benassi\, Manfredi Beninati\, Riccardo Beretta\, Simone Berti\, Bea Bonafini\, Silvia Celeste Calcagno\, Silvia Camporesi\, Letizia Cariello\, Guglielmo Castelli\, Fabrizio Cotognini\, Maria Crispal\, Giovanni De Angelis\, Federica Di Carlo\, Stanislao Di Giugno\, Rä di Martino\, Mauro Di Silvestre\, Matteo Fato\, Flavio Favelli\, Ludovica Gioscia\, Goldschmied & Chiari\, Corinna Gosmaro\, Invernomuto\, Giovanni Kronenberg\, Diego Miguel Mirabella\, Davide Monaldi\, Matteo Nasini\, Marina Paris\, Alessandro Piangiamore\, Donato Piccolo\, Giuseppe Pietroniro\, Gianni Politi\, Marco Raparelli\, Pietro Ruffo\, Alice Schivardi\, Vincenzo Simone\, Sissi\, Giuseppe Stampone\, Lamberto Teotino\, Eugenio Tibaldi\, Patrick Tuttofuoco\, Vedovamazzei. Clicca sui nomi degli artisti e su quello della curatrice Valentina Ciarallo per ascoltare i podcast con le testimonianze degli artisti. Si potranno ascoltare anche in occasione dell’esposizione\, presso il Museo Gigi Guadagnucci. \nLa mostra aprirà al pubblico venerdì 25 giugno ore 19.00 – nel rispetto della normativa per il contenimento del Covid – con una presentazione nel parco della Villa.\nIngressi contingentati\, senza necessità di prenotazione\, agli spazi museali fino alle ore 21.00. \n[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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SUMMARY:WA22 Uomini di sabbia
DESCRIPTION:«Lasciare una cosa incompleta\, la rende interessante e dà la sensazione che ci sia spazio per la sua crescita.» ― Yoshida Kenkō\, 1283-1350 \nWA dal giapponese antico indica prima di tutto armonia ma nella filosofia giapponese è qualcosa di più\, è tutto ciò che è calma\, unione\, serenità\, rispetto\, pazienza e molto altro. \nWA22 è il nome scelto dal collettivo artistico formatosi nel 2018 e diretto da Vitaliano Marchetto\, che lavora in Liguria\, e realizza una scultura figurativa fortemente espressiva. \nTeste\, busti e figure ― modellati con materiali diversi quali cemento\, calce\, cenere\, ferro e gesso alabastrino appaiono feriti\, scheggiati\, segnati\, macchiati; come fossero stati modificati dal passaggio del tempo\, dalla sua erosione naturale. \nIl processo di realizzazione\, ogni volta diverso\, e il concetto di impermanenza della forma\, rende uniche le sculture di diverse dimensioni\, tra le quali una monumentale di 3 mt di altezza che è possibile ammirare\, dal 25 giugno\, nel parco di Villa Rinchiostra\, sede del Museo Gigi Guadagnucci. L’opera dei WA22 ha come perno linguistico l’essere umano in una rappresentazione profonda e viscerale della sua natura in continua trasformazione\, come il corpo che cambia con il tempo e rimane segnato a seconda di ciò che gli accade. \nIl percorso site specific\, curato da Cinzia Compalati e organizzato in collaborazione con la galleria MARCOROSSI artecontemporanea che ha sede a Pietrasanta – oltre che a Milano\, Torino e Verona – si ascrive nelle iniziative estive promosse dall’Assessorato alla cultura della Città di Massa e propone una visione che mette al centro dello spazio la figura come generazione e rigenerazione della persona\, con attenzione particolare a quelle che sono le dinamiche esistenziali che trasformano e modellano i volti\, i copri\, ma soprattutto le anime. La mostra monografica dei WA22 propone una meditazione sulla scultura contemporanea come sintesi di una tradizione che guarda alla contemporaneità: al nostro tempo che chiede e forse esige di oltrepassare gli aspetti più evidenti per far immergere lo sguardo nelle pieghe profonde dell’esistenza. \nDa sottolineare come il Museo Gigi Guadagnucci\, per vocazione deputato alla conservazione e alla valorizzazione delle sculture del grande artista apuano\, con questa esposizione voglia perseguire la sua mission di messa in luce di quel paesaggio della scultura inteso quale scenario originale di tradizione storica e produzione contemporanea che caratterizza la provincia apuana. L’approfondimento è sulla scultura di materiali ‘altri’ – oltre al marmo – che ben si inseriscono nei nuovi ambiti della filiera artigianale del nostro territorio. \nLa mostra aprirà sabato 25 giugno\, alle ore 19.00\, nel parco della Villa. \nph. di copertina Enrico Amici
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SUMMARY:Buon compleanno Museo!
DESCRIPTION:Conoscete il Museo Gigi Guadagnucci?\nIl 20 giugno 2021 per il giorno del suo sesto compleanno vi aspetta un doppio appuntamento:\n– alle ore 19.00 scoprirete la collezione con una visita guidata gratuita condotta dal direttore\, Cinzia Compalati.\nPrenotazione obbligatoria scrivendo una email a museoguadagnucci@comune.massa.ms.it\n– alle 21.00 alla Fioreria delle storie (Via Aurelia 1124 (davanti a Piazza Matteotti) – Seravezza (LU))\, Elisabetta Salvatori leggerà per la prima volta nel suo teatrino il racconto “Gigi Guadagnucci. L’ho sussurrato al marmo in un orecchio”.\nPrenotazione obbligatoria scrivendo una email a elisabetta8salvatori@gmail.com\nIngresso a offerta libera.\n\nIl Museo Gigi Guadagnucci ha aperto le porte al pubblico il 20 giugno 2015\, in occasione del centesimo anniversario dalla nascita di Gigi Guadagnucci (Massa\, 1915 – 2013). Grande scultore nato a Massa ma formatosi in Francia e vissuto a lungo a Parigi\, Guadagnucci è stato uno dei principali maestri del marmo del XX secolo: il museo trae origine dalla donazione di un consistente nucleo di sue opere\, ceduto dall’artista stesso e dalla moglie\, al Comune di Massa nel 2012 con l’obiettivo specifico di aprire un museo che contenesse una selezione significativa della sua produzione.\nLa sede\, il piano terra e l’interrato della seicentesca Villa La Rinchiostra\, immersa in uno splendido parco\, era stata identificata quando Gigi Guadagnucci era ancora in vita: lo scultore riteneva che l’apertura di un museo potesse costituire la base per trasformare la villa in un polo dedicato alle arti contemporanee.\nIl Museo – allestito con raffinata semplicità dagli architetti Giuseppe Cannilla e Alberto Giuliani – ospita quarantasei opere di Gigi Guadagnucci\, eseguite tra il 1957 e il 2005\, che documentano l’intero percorso creativo dell’artista.
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